Prima era la “Sindrome di Asperger”: si identificava nella difficoltà a esprimersi nelle interazioni sociali, in comportamenti ripetitivi e stereotipati e in schemi precostituiti. Adesso, quella stessa sindrome è inserita nei disturbi dello spettro dell’autismo di “livello 1” che, in questo caso, vuol dire manifestazioni prive di compromissione intellettiva e del linguaggio.
Su questi temi si stanno confrontando a Napoli, all’hotel NH Panorama, da oggi e fino a domani pomeriggio, gli esperti partecipanti dall’Italia e dall’estero al convegno “L’Arte del Mascherarsi: parliamo di spettro dell’autismo”, organizzato dalla Neuropsichiatria infantile guidata da Giampina Grimaldi, in collaborazione con i responsabili scientifici Valentina de Clemente e Pia Santangelo.
Fondamentale si sta rivelando, oltre al contributo di Regione e di associazioni come le società Infanzia e Adolescenza, di Psichiatria (sezione Campania), di Psichiatria Sociale e Terapisti Neuro e Psicomotricità Età evolutiva, la collaborazione dei S.o.s. (Sostenitori Santobono). A loro si deve la formazione di medici e infermieri del reparto di neuropsichiatria infantile, nonché il collegamento messo in atto dall’Australia con il massimo esperto mondiale sul tema: il professor Tony Attwood.

Un’assemblea di specialisti che mira a chiarire ogni aspetto scientifico sulle difficoltà diagnostiche legate anche al mascheramento dei sintomi. Grimaldi che è anche presidente onorario del congresso, spiega: «Dopo una lunga esperienza nel campo dei Disturbi del Neurosviluppo abbiamo ritenuto di doverci confrontare con i più accreditati colleghi della materia sugli aspetti diagnostici peculiari del “Disturbo dello spettro dell’Autismo di Livello 1.
Grazie alla sensibilità e alla capacità di comprendere i bisogni dei pazienti e dei loro familiari da parte della direzione strategica della nostra azienda ospedaliera è stato possibile realizzare l’evento che, per il nostro territorio ragionale, rappresenta un ulteriore passo verso l’eccellenza».
In questo ambito, nell’ultimo quinquennio, si è assistito a un incremento notevole della prevalenza delle diagnosi: le neurodiversità e, «in particolare, lo spettro autistico – è il razionale del meeting illustrato da Clemente e Santangelo – nei casi dove non vi è compromissione del linguaggio e della sfera cognitiva, rappresentano una sfida diagnostica per il professionista e un importante pabulum su cui si inscrivono quadri diagnostici più complessi e di co-morbidità.
Il mascheramento della condizione è possibile sin dall’infanzia e va riconosciuto precocemente, proprio in funzione diagnostica. Il trattamento è imprescindibilmente legato alle peculiarità della condizione». Si tratta di un protocollo complesso, poco conosciuto e diffuso sul territorio nazionale, mentre le opportunità terapeutiche sono molteplici».
Tra i relatori figura anche l’ordinaria di Pediatria generale e specialistica della Federico II Annamaria Staiano.